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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Chi muore (Ode alla vita) _____________________________________________
 "Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,chi non cambia la marcia, chi non rischiae cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru.Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisceil nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni,proprio quelle che fanno brillare gli occhi,quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,chi non rischia la certezza per l'incertezza,per inseguire un sogno,chi non si permette almeno una volta nella vitadi fuggire ai consigli sensati.Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica,chi non trova la grazia in se stesso.Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare.Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce .Evitiamo la morte a piccole dosi,ricordando sempre che essere vivirichiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità."Pablo Neruda
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Il gabbiano Jonathan Livingston (foto: un gabbiano a pelo d'acqua sul Ticino)
Jonathan Livingstone è un gabbiano diverso da tutti gli altri che compongono lo Stormo Buonappetito.
Per la maggior parte dei sui compagni, la vita di un gabbiano è essenzialmente una continua, meccanica ed insulsa ricerca del cibo; l'unico loro obiettivo è il semplice sopravvivere ai morsi della fame. Ma Jonathan non è come gli altri: sente in sè il desiderio di libertà, di rompere le vuote regole dello Stormo e di una vita fatta di solo di quel poco necessario per sfamarsi ogni giorno. Jonathan cerca la libertà attraverso la ricerca della perfezione del volo. Le difficoltà e gli ostacoli; la volontà di migliorarsi; superare i propri limiti con coraggio e tenacia; la diffidenza e i pregiudizi dei suoi compagni di stormo che giungono al punto di escluderlo dal gruppo con il marchio di Reietto. Nessuna di queste ragioni scoraggia Jonathan nella sua ricerca del volo perfetto, nella sua tensione verso la libertà.
Lontano dallo stormo, Jonathan incontra due gabbiani dal volo perfetto; questi due nuovi compagni gli svelano la forma del volo più elevata, quella che permette di raggiungere in modo istantaneo ogni luogo o meta desiderata. Provata questa esperienza è giunto per Jonathan il momento di tornare nel suo stormo per aiutare e spronare gli altri suoi compagni nella ricerca del vero amore per il volo.
Saranno pochi i compagni che lo seguiranno; ai chi avrà la constanza e la forza di seguirlo, Joh insegnerà ad amare tanto il volo da perdonare i torti subiti (e chi li ha praticati) e ad affrontare con estremo coraggio le difficoltà di una vita sempre tesa alla ricerca della libertà.
"... bisogna esercitarsi a discernere il vero gabbiano, a vedere la bontà che c'è in ognuno, e aiutarli a scoprirla da se stessi, in se stessi. È questo che lo intendo per amore..."
Imparare, apprendere e migliorarsi nonostante tutto. Tutto questo per farsì che il mondo intorno a noi, e in ultima analisi la nostra esistenza, non sia mai identica e monotonamente uguale a sè stessa, ma anzi un costante e intenso viaggio di ricerca, di crescita e miglioramento finalizzato al raggiungimento della piena libertà di volare.... intenso, profondo e spirituale da leggere e rileggere d'un fiato.

Il Gabbiano Jonathan Livingstone (Romanzo) Richard Bach Ed. BUR - Biblioteca Universale Rizzoli - 1977
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Ed ecco tutto lo spirito di Jonathan Livingstone racchiuso nella canzone "Libertà di volare" - I Nomadi (Album "Nomadi Quaranta" -2003)
"Vivi, corri per qualcosa, corri per un motivo… Che sia la libertà di volare o solo di sentirsi vivo… Corri per qualcosa, corri per un motivo… Che sia la libertà di volare o solo per sentirsi vivo…"
Because the night
Patti Smith
(1978)

"Take me now baby here as I am pull me close, try and understand desire is hunger is the fire I breathe love is a banquet on which we feed come on now try and understand the way I feel when I'm in your hands take my hand come undercover they can't hurt you now, can't hurt you now, can't hurt you now because the night belongs to lovers because the night belongs to lust because the night belongs to lovers because the night belongs to us have I doubt when I'm alone love is a ring, the telephone love is an angel disguised as lust here in our bed until the morning comes come on now try and understand the way I feel under your command take my hand as the sun descends they can't touch you now, can't touch you now, can't touch you now because the night belongs to lovers ... with love we sleep with doubt the vicious circle turn and burns without you I cannot live forgive, the yearning burning I believe it's time, too real to feel so touch me now, touch me now, touch me now because the night belongs to lovers ... because tonight there are two lovers if we believe in the night we trust because tonight there are two lovers ..."
Dedico questo monologo di Albanese al simpaticissimo ometto che ieri ha deciso di disintegrarmi il finestrino dell' auto, mi ha fregato un po' di roba e mi ha permesso di provare l'emozione di un viaggio di ritorno in autostrada praticamente in cabriolet...
....meglio prenderla con filosofia ....
La Maledizione di Alex Drastico (monologo di Antonio Albanese)

Avevo l'altra mia passione, il mio motorino Rollerball. Sono abbastanza inkazzato, non c'è più.me l'hanno fregato. Mi ricordo era una bella giornata. Volevo festeggiare. Mi sveglio come tutti i pomeriggi tranquillo. Mangio, esco, scendo le scale, arrivo sotto : Niente, non c'è niente! Dove di solito c'è posteggiato il mio motorino: il Nulla, Vuoto, Deserto. Ho pensato: "Ma chi? ma come? ma chi cazzo!" M'hanno fregato il mio motorino!!! Ora listen to me :
Se non avessi la certezza di essere continuamente e regolarmente schivato dalla fortuna giuro il Signore che spererei che tra di voi ci fosse il ladro, così che possa sentire di persona quanto ho da dirgli: «Cornuto! Sappi che quello è il mio motorino. Tu puoi nasconderlo, puoi riverniciarlo, puoi raschiare il telaio, puoi venderlo e tenerlo, puoi truccarlo, puoi lavarlo, puoi farci ciò che vuoi, ma resta sempre il mio motorino e a ricordartelo saranno le mie maledizioni. Le maledizioni che si attaccheranno al telaio del mio motorino, sul manubrio e sotto la sella, nel fanale anteriore e in quello posteriore cosicché si spenga in una notte tutta buia mentre incroci un grosso Tir guidato da un camionista ubriaco, morto di sonno e per di più inglese e che per questo tiene la sinistra. Nei freni che ti si staccheranno all'improvviso, quando ti accorgerai che la macchina davanti a te ha inchiodato e una volta compresso e schiacciato nel suo bagagliaio ti sorgerà il tremendo dubbio che qualcuno ti abbia mal detto, maledetto sono io che ti maledico te e tutta la specie di ladruncoli viscidi e infami. Le maledizioni si attaccheranno al sellino che salterà via mentre stai salendo al volo e un ferro nel culo ti insegnerà a non mettere più il naso tra i cazzi miei. Si attaccheranno alle ruote che scoppieranno quando stai andando a forte velocità su uno stretto ponticello all'altezza di trecento metri, dove non ci sono muretti ai lati, non ci sono guardrail e a mezz'aria prima di sfracellarti al suolo rimpiangerai amaramente di aver fregato il motorino ad Alex Drastico. In più prego madre natura di infradiciarti di emorroidi, di farti sputare sangue alla mattina appena alzato, di spappolarti gradualmente il fegato, di farti dono di un verme solitario che ti riempia la pancia, di darti emicranie continue e nausea dirompente, due carie per ogni dente, un raffreddore perpetuo, una ciste gigante proprio in punta al naso, di farti sordo, muto ma non per sempre: che la voce ti venga sporadicamente e per pochi secondi, nei quali tu spari cazzate immani. Ti accechi un occhio e ti renda daltonico l'altro, ti doti di un olfatto dove ovunque tu percepisca solo odore di merda, faccia sì che le tue ascelle si impregnino di puzzo di aringhe affumicate, i piedi di gorgonzola e l'alito di totani, che ti doti di una gobba e se già ce l 'hai che in questo caso te l'accentui, tanto che l'unica cosa che tu riesca a veder siano i tuoi coglioni, ti faccia cadere tutti i capelli e se già sei calvo ti riempia il cranio di squame. La gamba destra ti si cancrenizzi e quella sinistra ti diventi zoppa. Le gambe ti si atrofizzino e l'impotenza ti invada l'uccello; che uno stormo di piccioni incazzati ti scambi per l'assessore all'ecologia riempiendoti integralmente di scacazzate cosicché tu debba scappare con il mio motorino però ingolfato di merda. E infine, dulcis in fundo, un bell'ictus cerebrale con paresi totale si aggiunga a compimento di quello che voglio che sia il tuo bel regalo di quest' anno». «Buon Anno, Cornuto!»

"Is è mo laoch, mo ghile mear Is è mo Shaesar ghile mear Ni fhuras fein aon tsuan as sean o chuaigh i gcein mo ghile mear " (*) Addio, addio e un bicchiere levato al cielo d'Irlanda e alle nuvole gonfie. Un nodo alla gola ed un ultimo sguardo alla vecchia Liffey e alle strade del porto. Un sorso di birra per le verdi brughiere e un altro ai mocciosi coperti di fango, e un brindisi anche agli gnomi a alle fate, ai folletti che corrono sulle tue strade. Hai i fianchi robusti di una vecchia signora e i modi un po' rudi della gente di mare, ti trascini tra fango, sudore e risate e la puzza di alcool nelle notti d'estate. Un vecchio compagno ti segue paziente, il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi, ti culla leggero nelle sere d'inverno, ti riporta le voci degli amanti di ieri. E' in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta, il vento dell'ovest rideva gentile e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti mi hai preso per mano portandomi via. Hai occhi di ghiaccio ed un cuore di terra, hai il passo pesante di un vecchio ubriacone, ti chiudi a sognare nelle notti d'inverno e ti copri di rosso e fiorisci d'estate. I tuoi esuli parlano lingue straniere, si addormentano soli sognando i tuoi cieli, si ritrovano persi in paesi lontani a cantare una terra di profughi e santi. E' in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta, il vento dell'ovest rideva gentile e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti mi hai preso per mano portandomi via. E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora e potrò consolare i tuoi occhi bagnati. In un giorno di pioggia saremo vicini, balleremo leggeri sull'aria di un Reel.
In Un Giorno Di Pioggia - Riportando tutto a casa (1994) - Modena City Ramblers
**********************************************(*) "Lui è il mio eroe, il mio amore, Lui è il mio cesare, il mio amore, Non ho trovato felicità o riposo, da quando il mio amore è partito"Tradotto dal gaelico - intro estratta da "Mo Ghile Mear" di Seán Clarach MacDomhnaill
Paris at night

"Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notteIl primo per vederti tutto il visoIl secondo per vederti gli occhiL'ultimo per vedere la tua boccaE tutto il buio per ricordarmi queste coseMentre ti stringo fra le braccia."(Jacques Prevert - Parole - 1946)
Forse una delle più note poesie di Prevert.. L'ho conosciuta per caso e subito mi è piaciuta...
«La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla»
(da Vivere per raccontarla di Gabriel García Márquez) ...
... devo leggere Cent'anni di solitudine ...

guardami quando mi parli guarda se e vero guardami quando mi parli guarda se tremo mmmmmh, smettila di parlare guardando il muro e se qualcosa mi devi dire dimmelo duro guarda in faccia la realta e quanto e dura sara sfortuna sfortuna guardala in faccia la realta e piu sicura guardala in faccia la realta e meno dura se c'e qualcosa che non ti va dillo alla luna puo darsi che porti fortuna dirlo alla luna guardami in faccia quando mi parli non sei sincera se mi guardi quando mi parli non sei sicura la voglio in faccia la verita e se sara dura la chiamero sfortuna maledetta sfortuna...
Vasco Rossi - Dillo alla Luna - Fronte del Palco (1990)
Di DL4U (del 27/04/2007 @ 10:28:31, in Cinema, linkato 182 volte)
Stand by me - Il ricordo di un'estate (drammatico/avventura - USA -1986)

E’ un caldo weekend di agosto del 1960. Quattro tredicenni scappano da Castle Rock, cittadina nell’ Oregon, alla ricerca del corpo di Ray Brower, un loro coetaneo scomparso da casa e che credono ucciso da un treno. Il protagonista-narratore del viaggio è Gordie Lachance (interpretato da Wil Wheaton): Gordie è un ragazzo introverso e timido con la passione per la scrittura, segnato nel profondo dalla tragica morte del fratello Denny (John Cusack); questo evento ha determinato l'isolamento di Gordie dai genitori, e più in generale del mondo che lo circonda.
Accanto a Gordie, l'amico Chris Chambers (River Phoenix), un tipo intelligente, impulsivo e afflitto da una fama da poco di buono. Nello svolgersi del film, progressivamente la figura Chris emergerà in un ruolo di “padre spirituale” di Gordie. Gli altri due ragazzi, Teddy (Corey Feldman) e Vern (Jerry O'Connell) sono due personaggi altrettanto atipici e complessi: il primo, in particolare, è figlio di un reduce dello sbarco in Normandia con gravi problemi psichici; il secondo è sovrappeso, codardo e facile al pianto. L'amicizia che lega i quattro viene messa a dura prova dalle avventure che si trovano a vivere in questo breve ma intenso viaggio. Nonostante le difficoltà della peripezia, i ragazzi riusciranno nel loro intento.
L'esperienza segnerà il passaggio dei quattro ragazzi dall'adolescenza all'età adulta.
Il soggetto originale del film Stand by Me è tratto dal racconto “The Body” (“Il Corpo”) scritto nel 1982 da Stephen King ed inserito nella raccolta “Stagioni diverse” (edita in Italia da Sperling & Kupfer).
Uno dei film più belli sull'adolescenza degli anni '80, nel miracoloso equilibrio della memoria tra sentimento e avventura. Ottima interpretazione dei quattro giovani protagonisti . A completamento la fotografia indimenticabile di Thomas Del Ruth e la colonna sonora di Ben E. King.
"Avevo dodici anni - quasi tredici - la prima volta che vidi un essere umano morto. Successe nel 1960, tanto tempo fa... anche se a volte non mi pare così lontano". Forse noi non abbiamo visto un cadavere a dodici anni - quasi tredici - ma sicuramente questo film, e il racconto da cui è tratto, ci porta a ricordare con nostalgia le piccole grandi cose che facevamo a quell'età.
 "Camminavo vicino alle rive del fiume nella brezza fresca, degli ultimi giorni d'inverno e nell'aria andava una vecchia canzone e la marea danzava correndo verso il mare. A volte i viaggiatori si fermano stanchi e riposano un poco in compagnia di qualche straniero. Chissa dove ti addormenterai stasera e chissà come ascolterai questa canzone. Forse ti stai cullando al suono di un treno, inseguendo il ragazzo gitano con lo zaino sotto il violino e se sei persa, in qualche fredda terra straniera ti mando una ninnananna, per sentirti più vicina. Un giorno, guidati da stelle sicure ci ritroveremo in qualche angolo di mondo lontano, nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati o sui sentieri dove corrono le fate. E prego qualche Dio dei viaggiatori che tu abbia due soldi in tasca da spendere stasera e qualcuno nel letto per scaldare via l'inverno e un angelo bianco seduto alla finestra." Modena City Ramblers - Riportando Tutto a Casa (1994)
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Letture...
J.D. Salinger Il giovane Holden (The catcher in the rye) EinaudiEditore

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Daniele BiachessiLa Fabbrica dei Profumi Baldini e Castoldi Editore

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Musica...
Vasco Rossi - Dillo alla luna (1990)
Ben E. King - Stand by me (1961)
Queen - Bohemian Rhapsody (1975)
U2 - Pride (In the name of love) (1984)
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10/09/2010 @ 5.27.13
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