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 Leeeentamente....... di DL4U
 
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Siamo solo noi... Generazione di sconvolti che non ha più Santi né Eroi... Siamo solo noi...

Vasco Rossi - "Siamo solo noi" 1981
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di DL4U (del 06/10/2008 @ 18:11:14, in Pensieri, riflessioni e sfoghi..., linkato 11 volte)



Credo che ognuno di noi abbia degli obiettivi e che la voglia di migliorarsi e un minimo di consapevolezza in propri mezzi possa aiutare a raggiungerli. Credo non esista peggior delitto del buttare via sé stessi, le proprie potenzialità e quelle caratteristiche che ci rendono unici:  è nostro dovere  coltivarle e non lasciarle morire negli angoli bui della nostra esistenza.  Non credo esista la sfortuna punto e basta: ciò che ci accade è quasi sempre conseguenza di quanto abbiamo fatto in precedenza e se qualcosa va storto probabilmente abbiamo commesso un errore da qualche parte. Poco male. L’importante è fermarsi un attimo, il tempo necessario a comprendere dove abbiamo sbagliato e per farne esperienza per il futuro. E se poi quello che chiamiamo destino ci riserva qualche sfida è doveroso provare a reagire:  nella vita non si può essere sempre in debito, prima o poi ci sarà qualcuno o qualcosa che ci aiuterà a pareggiare i conti. Credo che per essere almeno un po’ felici ci voglia poco:  volere bene a sé stessi e ai tuoi cari, l’affetto di chi ti sta intorno, qualche amico fidato, l’amore vero e disinteressato se hai la fortuna di trovarlo, circondarsi il più possibile di persone  positive ed allegre con le quali condividere momenti divertenti, dare il largo alle tensioni e alle influenze negative, un po’ di musica, un po’ di moto e qualche soddisfazione ogni tanto.  Credo nel potere terapeutico di una sana risata, nella forza di un sorriso e nella scarica di energia che ti dà un assolo di chitarra rock. Sto imparando a non farmi più sopraffare dal lavoro e dalle tensioni, il fisico e lo spirito alla lunga ne risentono. Credo che la frenesia, lo stress, le paure, le invidie e i sospetti ci impediscano di apprezzare le piccole cose belle della vita e ci rendano automi insensibili alle emozioni, pessimisti ed incapaci di relazionarci con gli altri. Non voglio essere più così. Voglio continuamente migliorarmi, ma con i miei tempi, non voglio frenare la curiosità nell’apprendimento  e la voglia di conoscere e provare nuove esperienze: non c’è peggiore cosa del fermarsi sulle proprie posizioni, del perdere gli stimoli, dell’annullare ogni forma di confronto con gli altri. Credo nel coraggio di sapersi rinnovare e nella spontaneità dei sentimenti. Credo che per migliorare sé stessi prima di tutto bisogna provare ad essere sé stessi. Credo non ci sia più soddisfazione del sentirsi apprezzati per ciò che si è e per ciò che si è fatto, più grande emozione del sentirsi dire “ti voglio bene” da chi non te lo aspetti, più  immenso calore di un abbraccio ricevuto.  Credo che nella vita e nelle proprie attività non “ci possa tirare indietro” e siano necessarie responsabilità, etica, collaborazione, un po’ competenza e molta umiltà: credo che questa riflessione troppo spesso è disattesa nel mondo che ci circonda. Credo a chi mi parla guardandomi negli occhi. Credo nello sguardo ingenuo e sincero dei bambini. Credo che nella vita ci voglia cuore, un po’ di coraggio, tanta comprensione ed estrema sensibilità verso il prossimo, ma credo anche che gli altri non ne debbano troppo approfittare giocando con la nostra buona fede.  Ogni tanto chi aiutiamo dovrebbe fare lo sforzo di capire i nostri problemi e le nostre necessità e venirci incontro: è questione di rispetto.  Credo che nei momenti importanti e difficili della vita si veda davvero quanto valgano le persone e quanto sia profonda la loro sensibilità. Credo alle persone che in queste situazioni dimostrano umanità e non hanno paura di mettere a nudo i loro sentimenti. Credo non si possa essere del tutto liberi dai condizionamenti dell’ambiente in cui si vive o lavora, ma almeno bisogna tentare di superarli. Credo che qualche sana follia ogni tanto faccia bene allo spirito e all’umore. Credo che il mio modello ideale di vita sia abbastanza semplice e tradizionale, una famiglia normale, un lavoro che mi interessi e mi dia sicurezza, una casa, forse dei figli: credo che tentare di realizzarlo e sostenerlo sarà la sfida più grande dell’intera esistenza. E qui non si può correre il rischio di sbagliare. Credo alle mie origini, che per quanto semplici, hanno contribuito a farmi arrivare fino a qui con qualche idea in testa e con un po’ principi a farmi da guida. Credo di aver molti limiti e difetti da colmare, o e qualche rimpianto di troppo nell’armadio ma anche di avere qualche buona potenzialità e qualche idea nel cassetto che mi permetterà di andare avanti provando a realizzare i miei obiettivi. Credo che alla fine non sia tutto qui, ma che da qualche parte prima o poi sia si debba iniziare. Quello è il momento giusto per  fare i conti con noi. Non c’è via di scampo.  Solo allora potremo dirci consapevoli di noi stessi e credere, forse, in un futuro migliore.

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Di DL4U (del 06/10/2008 @ 09:31:46, in Letture, linkato 1 volte)

"I milanesi ammazzano il sabato" di Giorgio Scerbanenco, libro finito ieri. Un romanzo noir e poliziesco di veloce lettura, ben scritto e con una trama avvincente. E' la storia di un' indagine alla ricerca degli autori di un orrendo delitto compiuto ai danni di una ragazza, portatrice di un grave handicap mentale, lungo la strada che da Milano conduce a Lodi. E' la vicenda del dramma umano del padre della ragazza che non si arrende all'idea della morte atroce della figlia e delle ricerche di un ispettore di polizia della questura. Siamo verso la fine degli anni '60 (il romanzo è del 1969) e i fatti del libro si ambientano in una Milano ancora molto "meneghina", appena uscita dai ruggenti fasti di quel decenno e ormai pronta a tuffarsi nel controverso periodo delle bande criminali e del malaffare, delle pistole calibro nove, delle sparatorie per le strade e delle rapine alle banche col "salto del bancone". Da lì a poco Milano e l'Italia verrano travolte dai fatti dei cosidetti "anni di piombo".  I milanesi di quest'epoca vivono ancora secondo ritmi tradizionali della grande città Lombarda, una routine metodica e rigorosa fatta di lavoro dalle nove alle cinque, dal lunedì al venerdì,  di casa e famiglia. Nulla viene concesso allo svago... e se bisogna fare qualcosa di diverso, compreso ammazzare una persona, questo lo si fa al sabato o alla domenica: negli altri giorni c'è da lavorare.  Da questo romanzo sono stati tratti gli spunti per diversi film sulla "mala milanese" ed è stato più volte oggetto di citazioni da parte  di narratori  contemponei (su tutti Carlo Lucarelli) per  ricostruire quel periodo  della nostra storia e di quella città. Vi consiglio la lettura di questo libro se volete far riaffiorare immagini e sapori di una Milano che ormai non c'è più.



Nella foto: il cortile della questura di Milano, in via Fatebenefratelli, uno dei luoghi principali del romanzo.
Un cortile che diverrà protagonista della cronaca degli anni settanta con la vicenda della morte di Pinelli e del commissario Calabresi

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Di DL4U (del 03/10/2008 @ 23:15:32, in Appunti, linkato 14 volte)
Ecco la mia ultima follia fotografica... oggi ho salutato la gloriosa Nikon D70 (che prima di essere mia, era già stata di Pierluigi ) e l'ho permutata con una Nikon D200 usata ma praticamente nuova.  Un usato a Km zero. Ovviamente come tutte queste follie la scelta è stata fatta assolutamente d' impulso, senza pensarci troppo, l'occasione era troppo ghiotta. Inutile dire che ne sono contento : - D (sarà un principio di demenza senile del sottoscritto??? Massì, sapete che vi dico?? Alla passione non c'è prezzo! E chi mi legge so che mi capisce ; - )  )

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Di DL4U (del 02/10/2008 @ 21:20:33, in Letture, linkato 2 volte)

Lettura in corso...

Giorgio Scerbanenco
"I milanesi ammazzano il sabato"
Collana "Gli Elefanti",Garzanti Editore, 1999  (Prima edizione 1969)

Romanzo noir-poliziesco 

 

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Di DL4U (del 29/09/2008 @ 09:39:17, in Letture, linkato 2 volte)


Carlo Lucarelli
"Il Giorno del Lupo"
Granata Press,
1993
 Einaudi Stile Libero, 1998




Un poliziotto imbranato e un po' cialtrone e una ragazza punk, ovvero Coliandro e Nikita, i protagonisti strampalati del mare di guai raccontati da Lucarelli ne "Il giorno del lupo", romanzo noir-poliziesco ambientato nei bassifondi della Bologna dei nostri giorni. Sono probabilmente la  coppia più divertente della nuova letteratura noir italiana. Perchè quando c'è un un casino, da fare o da subire, state certi che Coliandro è lì, sfigato e tenero, con Nikita (Simona) sempre tra i piedi, pronto a prendersi in faccia schiaffi ed umiliazioni dal mondo intero. Due personaggi divertenti e realistici per la loro umanità in un racconto noir dal ritmo vivace, con molta azione e colpi di scena degno della fama di giallista di Lucarelli.
Un libro che gioca sul filo dell'ironia (involontaria) dello sbirro Coliandro  per raccontare l'altra faccia di Bologna: quella della mafia, della camorra, dello spaccio di droga e del riciclaggio di denaro. Dei magistrati collusi e di quella specie di Svizzera a due passi che si chiama San Marino... E se vi chiedere la ragione del titolo del libro pensate al "Giorno della civetta" di Leonardo Sciascia e contestualizzatelo all'Italia di oggi. Consigliato.

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Di DL4U (del 28/09/2008 @ 20:55:11, in Passions, linkato 1 volte)

MOTEGI, Giappone , domenica 28 settembre 2008

Valentino Rossi "The Doctor" conquista il suo quinto titolo in MotoGP vincendo in grande stile il Gran Premio del Giappone. A Valentino bastava piazzarsi tra i primi tre per assicurarsi il titolo mondiale a tre gare dalla fine del campionato. Ma vincere a mani basse senza lottare non è nello stile del campione di Tavullia. Partito quarto sulla griglia, Rossi si è rapidamente imposto su Dani Pedrosa al sesto giro, per poi superare il rivale e campione del mondo in carica Casey Stoner al 13esimo.Rossi vince la gara e si assicura il suo terzo titolo su Yamaha, il quinto in MotoGp e l'ottavo titolo mondiale nella sua carriera [125cc (1997), 250cc (1999) e 500cc (2001) e i 5 in MotoGP]; 96 vittorie in carriera nel Mondiale, di cui 70 nella classe regina, 51 pole e 147 podi in 207 gare disputate, solo in cinque finora hanno vinto più di lui: Giacomo Agostini (15 titoli), Angel Nieto (13), Mike Hailwood e Carlo Ubbiali (9). Nella classe maggiore solo "Ago" gli è davanti, con 8 Mondiali vinti, ma la fame di vittorie di Valentino non è ancora sopita: record storici in apparenza inviolabili sono a portata di mano. Al traguardo Vale ha indossato la maglietta celebrativa con la scritta "Scusate il ritardo" e un orologio con le lancette alle 8. Sul retro la ricetta della Zuppa Mondiale, consigliata dalla Pregiata guida Bridgestone. Poi la scenetta del notaio Ottaviani Ottavio, impersonato da un membro del fanclub, che ha messo un sigillo e una firma su un casco bianco e nero per vidimare il successo.

Signori e signore, giù il cappello davanti a tanta classe, il Dottore è tornato e non ce n'è più per nessuno!

Ora e sempre WLF!

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Di DL4U (del 26/09/2008 @ 09:44:46, in Amenitą e altre "patacate" miste, linkato 7 volte)

E' venerdì e dopo una settimana di fatiche è giusto farsi due sane risate. Vi suggerisco un simpatico acronimo che ben descrive la quotidiana "lotta" tra l' Informatico e il suo più acerrimo nemico: l' Utente (o "Utonto" come più spesso viene definito)... ne traggo la definizione da Wikipedia, può esservi utile (so già qualche mio assiduo lettore ne farà buon uso ; - ) )

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PEBKAC è un acronimo che significa "Problem Exists Between Keyboard And Chair", ossia "Il problema sta fra tastiera e sedia".

Questa frase viene utilizzata ironicamente in ambito informatico, specialmente dagli addetti del supporto tecnico, per indicare che un apparente malfunzionamento del software o dell'hardware è in realtà dovuto all'inesperienza dell'utente.

Altre variazioni frequenti sono:

  • POBCAC ("Problem Occurs Between Computer and Chair")
  • PIBKAC ("Problem Is Between Keyboard And Chair")
  • PEBCAC ("Problem Exists Between Chair and Computer")
  • PEBMAC ("Problem Exists Between Monitor And Chair")
  • PEBCAK ("Problem Exists Between Chair And Keyboard")
  • EBKAC ("Error Between Keyboard And Chair").


Sopra: una strip tratta da http://www.userfriendly.org

 
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Di DL4U (del 24/09/2008 @ 22:25:01, in Passions, linkato 9 volte)
Vi siete mai chiesti dove finiscono gli aerei dopo il termine della loro vita operativa? Nella maggior parte dei casi, in caso di velivoli civili non più impiegabili nemmeno con "revamping"  da nessuna compagnia, dopo le dovute procedure di radiazione dei registri nazionali e internazionali  questi vengono smontati pezzo a pezzo e riciclati o rivenduti come parti di ricambio (o  ferro vecchio nel peggiore dei casi) separando i diversi  e pregiati materiali e metalli contenuti nelle carlinghe degli aerei. Caso a parte  per gli aerei militariinegli USA: a differenza di quanto avviene in Italia dove si procede allo smantellamento dei velivoli o alla loro cessione a privati (preventivamente privando l'aereo di tutta l'elettronica, l'armamento e i motori), la forze militari US (Air Force, Navy, Marines, Coast Guard e Army) conferiscono i loro mezzi in un apposito centro di "stoccaggio" e manuntezione. In questo centro, un vero e proprio "cimitero" dell'aria, i velivoli vengono preventiavente sottoposti a trattamenti mirati alla loro conservazione e mantenimento   e quindi stoccati in ampi spazi all'aria aperta. Vengono spurgati tutti i liquidi e fluidi presenti nei serbatoi, nei collettori e negli impianti pneumatici, oscurati i cupolini e le vetrature, smontate le elettroniche più delicate, chiuse tutte le feritoie e aperture con appositi prodotti schiumogeni. Il mezzo così trattato viene quindi parcheggiato negli ampi piazzali della base, in linea di massima, pronto a tornare in piena operatività  nel giro di poco tempo. Questo immenso ed affascinante cimitero si trova sul territorio della base di Davis-Monthan nel deserto dell'Arizona (vicino alla città di Tucson): un luogo dal clima secco, poco umido e caratterizzato da scarse precipitazioni atmosferiche: il clima ideale per conservare le carlinghe ed i metalli degli aerei dalla corrosione e dalla ruggine. I piazzali e le aree di stoccaggio di questa base (sede del AMARC, Aerospace Maintenance And Regeneration Center) sono di fatto il più grande e rifornito museo statico dell'aeronautica mondiale: tra i tanti troviamo decine di imponenti "fortezze volanti" B-52 Stratofortress, gli elicotteri bipala Boeing CH46-47 ("Chinook"), teorie di caccia MD F4 Phantom, di Grumman F14 "Tomcat" della Navy, di F15 "Eagle", di F18 "Hornet" e di F16 "Fighting Falcon" in disarmo, passando ai C130 "Hercules" da trasporto sino a giungere ad alcuni pezzi unici droni Lockheed.  Il tutto inventariato e disposto secondo aree ben definite. Il materiale presente nei piazzali della base inoltre può essere sottoposto a "cannibalizzazione" per prelevare il materiale ed i pezzi necessari alla riparazione di velivoli identici ancora in servizio operativo. Probabilmente la più importante e affascinante mostra statica al mondo di velivoli (militari): un totale di ben 5000 aerei ed elicotteri visibili dal vivo in un tour guidato di un giorno o  comunque "spottabili" con camere fotografiche e zoom tele dalla recinzione esterna. Non nego che semmai un giorno capitassi nel deserto dell'Arizona (...) ci scapperebbe un tour fotografico memorabile. Peccato che in Italia non vi sia una cosa simile... come ben sapete lungi da me essere incline a tentazioni o interessi militaristici, l'aeronautica a mio modo di vedere va considerata come la sfida più ardita dell'uomo nel superare il suo limite intrinseco di "animale terrestre" e la velocità e potenza dinamica espressa dai caccia e dagli elicotteri ne sono la massima espressione (peccato per quei grappoli esplosivi che troppo spesso portano sotto le loro ali...). Potete reperire informazioni e visitare la mappa interattiva del  "cimitero dell'aria" di Davis-Monthan cliccando sul sito ufficiale dell' AMARC


Sono numerosi i siti che raccolgono scorci della base (http://oldaircraftthroughouttheyears.fotopic.net/c1135539.html ) ma probabilmente l'immagine d'insieme più significativa la troviamo su Google Earth - Maps con la veduta aerea dei piazzali (coordinate geografiche  LAT 32°10'9.67"N, LON 110°51'14.70"O) :

 


Visualizzazione ingrandita della mappa
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Di DL4U (del 21/09/2008 @ 20:49:55, in Viaggi e giornate da ricordare, linkato 6 volte)
Sabato 20 settembre 2008, Varazze Air Show, sul lungomare di Varazze (SV). Tempo splendido e ottima temperatura (nonostante durante il viaggio di andata ci fosse nebbia e foschia fino al passo del Turchino) ideale per stare spaparanzati sulla spiaggia naso in sù ad osservare le evoluzioni di aerei ed elicotteri sul mare.  Pezzo forte l'esibizione completa delle Frecce Tricolori. Gruppo composto da Paolo, Pierluigi, Marco, Alessandra e Aldo. Una bella giornata (che ha visto anche la  "sosta tattica" per il pranzo a base di focaccia ligure... ), dove ho potuto provare sul campo il tele Sigma da 500 mm : - ).

Gli esiti delle mie prove fotografiche sono disponibili nella fotogallery dell'evento, cliccando sul link seguente:

 
Per chi non ha potuto partecipare e volesse le foto a dimensione originale, mi faccia un fischio! ; - )



Nella foto: Agusta HH-3F in servizio SAR (Search & Rescue) dell'Aeronautica Militare.



Nella foto: Un'apertura degli Aermacchi MB339 PAN delle Frecce Tricolori


Ah.. chi dubitasse dell'impegno profuso dal sottoscritto nel "cogliere l'attimo" veda lo scatto seguente...
: - D  (Foto di Pierluigi)



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Di DL4U (del 09/09/2008 @ 21:45:47, in My Seventies, linkato 7 volte)
Gli anni settanta sono stati anni confusi, controversi, drammatici ma se andiamo ad analizzarli nel profondo  straordinariamente irripetibili per alcune piccole ed importanti esperienze di vita che ci hanno donato. Nel panorama musicale delle canzonette italiane c'era chi, più di trent'anni fa, aveva il coraggio di spiazzare il pubblico con un linguaggio irriverente e surreale, fatto di versi taglienti e nel contempo dolcissimi, semplicemente giocando con le parole e con i gesti. Un pazzo, un clown, che saliva sul palco armato solo della propria voce roca e di una chitarra. Probabilmente questa era l'opinione della massa che, in quei tempi, non riusciva a capire cosa intendesse quello smunto folletto quando parlava di "cieli sempre più blu" (forse confondendoli drammaticamente con quelli classici "di cartone" di Modugno); per questo e per altri motivi spesso deriso, discriminato  forse odiato. Un uomo che forse ha avuto un'unica colpa: aver cercato semplicemente di essere  sempre e solo sè stesso in ogni modo ed in ogni situazione. Ora senza paura di essere smentiti possiamo dire che quel cantautore era nato troppo presto per i sui tempi, per il grande pubblico e per la società che così bene metteva alla gogna nelle sue canzoni, denunciandone magagne e storture con una precognizione senza pari. Purtroppo il destino l'ha chiamato a sè troppo presto e la forza del suo messaggio è stata compresa solo dopo la morte. Come spesso accade. C'è una citazione da una scena da  "La Meglio Gioventù"  che mi piace ricordare: "Gli dei di tanto in tanto si divertono ad inviare sulla terra alcune persone speciali, destinate a cambiare e segnare per sempre l'esistenza di chi vive vicino a  loro. Ben presto però gli dei sentono la mancanza di questi loro figli migliori e quindi li richiamano in fretta a loro strappandoli precocemente all'affetto dei loro cari che saranno così destinati a vivere nel loro perpetuo ricordo".   Leggete i versi che sotto vi trascrivo, datene la vostra intepretazione e rifletteteci sopra, come avrebbe voluto l'autore, come avrebbe voluto Rino.



____________________________

Mio fratello è figlio unico
Rino Gaetano, 1976

Mio fratello è figlio unico
perche' non ha mai trovato il coraggio di operarsi al fegato
e non ha mai pagato per fare l'amore
e non ha mai vinto un premio aziendale
e non ha mai viaggiato in seconda classe
sul rapido Taranto-Ancona
e non ha mai criticato un film senza prima prima vederlo
mio fratello e' figlio unico
perche' e' convinto che Chinaglia non puo' passare al Frosinone
perche' e convinto che nell'amaro benedettino
non sta' il segreto della felicita'
perche' e' convinto che anche chi non legge Freud
puo' vivere cent'anni
perche' e' convinto che esistono ancora
gli sfruttati malpagati e frustrati
mio fratello e' figlio unico sfruttato
represso calpestato odiato e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico deriso
frustrato picchiato derubato e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico dimagrito
declassato sottomesso disgregato e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico frustato
frustrato derubato sottomesso e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico deriso
declassato frustrato dimagrito e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico malpagato
derubato deriso disgregato e ti amo Mariù

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